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Futura Lamezia Cineforum

                                                  

CENTRO STUDI FUTURA LAMEZIA TERME
PRESENTAZIONE DEL FUTURA LAMEZIA CINEFORUM

LAMEZIA TERME, 10/05/2018

I volontari dei progetti La Grande Bellezza, Paolo Borsellino e Antonio Ammaturo del Centro Studi Futura di Lamezia Terme presentano l’iniziativa culturale

Futura Lamezia Cineforum

Venerdì 11 Maggio 2018 si terrà il primo di una serie di eventi che si svolgeranno nell’arco di otto mesi. L’evento è organizzato da volontari dai 18 ai 28 anni, che hanno tutti in comune esperienze di vita nell’hinterland lametino. Continua la lettura di Futura Lamezia Cineforum

ALLA SCOPERTA DEL CENTRO STORICO AMANTEANO

Il progetto “Giuseppe Saragat” di Amantea ha messo in luce le bellezze del centro storico cittadino che, purtroppo, non è ben valorizzato. Ciò che hanno messo in evidenza con questa video è il fatto che la rivalutazione storico-artistica può partire da chiunque decida di visitare, ammirare e descrivere la storia dei monumenti, delle chiese, dei palazzi e, in particolar modo, la storia del Castello amanteano che, ancora oggi, rimane sconosciuta a molti. Continua la lettura di ALLA SCOPERTA DEL CENTRO STORICO AMANTEANO

IL CASTELLO DI NICASTRO: UN SOTTILE FILO TRA LEGGENDA E STORIA

Fin dai primi anni di storia, l’intera piana di Sant’Eufemia è stata caratterizzata da scontri militari e, per questa necessità di difesa, venne eretto intorno al IX secolo il Castello Normanno Svevo sul colle di San Teodoro per volere dei Bizantini.

Per la sua posizione, divenne la dimora fissa di Federico II, oltre che luogo deputato a  difesa e controllo del territorio tanto da far costruire un mastio pentagonale circondato da muri di difesa. Anche se venne danneggiato dal terremoto del 1638 che lo ridusse quasi totalmente in rovina. Continua la lettura di IL CASTELLO DI NICASTRO: UN SOTTILE FILO TRA LEGGENDA E STORIA

DE CHIRICO E L’UOMO CONTEMPORANEO

In occasione del quarantesimo anniversario dalla morte di Giorgio De Chirico il museo MARTE – Museo Arte Territorio Etnografia – di San Pietro a Maida, dal 24 al 31 Marzo 2018, ha ospitato la mostra sul grande pittore e artista. L’esposizione è stata organizzata dall’Accademia Friarte di Roma grazie all’aiuto dell’Accademia di Belle Arti Fidia di Vibo Valentia. La curatela della mostra è stata opera di Ermenegildo Frioni, Pasquale Lettieri e Marcello Palminteri i quali hanno raccolto le tele, i disegni e le litografie provenienti da collezioni private. L’esposizione ha ospitato circa 30 opere dell’artista nel periodo compreso tra il 1934 e il 1974.

Il sindaco di San Pietro a Maida, Pietro Putame, si è detto “Orgoglioso di questo traguardo importante non solo per San Pietro ma anche per la Calabria”. Continua la lettura di DE CHIRICO E L’UOMO CONTEMPORANEO

Alla riscoperta delle tradizioni con i signori Matarazzo

Sorride dolcemente la signora Angela Filardo, 82 anni, mentre mostra orgogliosa a noi volontari del Servizio Civile per il progetto La grande bellezza i vestiti che ha realizzato a mano. “Questo è il sottogonna, questo u’ mantisinu, questo tutto ricamato è lu maccaturu…Li ho fatti tutti io, vedete?”. Si respira un’aria diversa nella sua casa del rione Piedichiusa (non Piducchiusa, ci tiene a precisare la signora, “Pedichiusa significa ai piedi del castello, poi però a ‘ggenti u storpianu!”), densa di tradizioni mai abbandonate e di una quotidianità lenta, antica, anche se a due passi dalla città. La signora Angela ci ospita per parlarci della Corajisima, un’antichissima tradizione pasquale che affonda le sue radici nel culti pagani (probabilmente dionisiaci), mescolatisi facilmente con l’eredità cristiana in una terra di sincretismi quale la Calabria, e che Angela porta orgogliosamente avanti nel quartiere: “La faccio solo io nel rione, tutti la vengono a vedere!”.

Il rituale prevede di appendere sul terrazzo una bambola di pezza vestita di nero che rappresenta la vedova del Carnevale e che reca con sé un’arancia o un limone su cui vengono conficcate sette penne di gallina da strappare, una dopo l’altra, ogni domenica di Quaresima fino alla Pasqua. Accompagnano il fantoccio di pezza una conocchia ed un fuso, che raffigurano l’ineluttabilità dello scorrere del tempo e due pesci essiccati, che simboleggiano l’astinenza dalla carne prescritta durante la Quaresima. Dopo la domenica delle Palme, entrando nella settimana Santa, la Corajisima viene conservata per poi ricomparire la domenica di Pasqua, quando, dopo aver tolto l’ultima penna, dovrebbe essere bruciata nel fuoco con funzione apotropaica o, come fa la signora Angela, riposta per essere riutilizzata l’anno successivo. “I miei nipoti mi dicono di buttarla e rifarla perché è vecchia e rovinata, ma io non sono d’accordo. Allora dovrebbero buttare pure me che sono più vecchia della Corajisima!”.

Sorride ancora, la signora Angela, quando ci parla della sua giovinezza, di come ha conosciuto il marito a scuola (“Alcuni distraevano la maestra e io gli passavo il tema o il problema perché lui i compiti non li faceva mai!”), delle sue ricette preferite e dei tanti nipoti. E quando, nostro malgrado, dobbiamo congedarci da lei e le chiediamo un consiglio per le nuove generazioni ci risponde, ancora una volta sorridendo: “Dovete volervi bene, parlare sempre di tutto e non dimenticarvi di noi anziani”.

Progetto “La Grande Bellezza” – Lamezia Terme