Lamezia, riflessione collettiva sul bullismo nell’incontro “Ma il cielo è sempre più blu…”

Lamezia Terme – È stato promosso dall’associazione “Futura” l’incontro “Ma il cielo è sempre più blu…”, un momento di riflessione collettiva su una tematica sempre più dibattuta, quella del bullismo, combattuto attraverso una campagna nazionale che sceglie appunto il colore blu, “simbolo di equilibrio e tenerezza in contrapposizione di ogni forma di prevaricazione e di violenza”. Intento di “Futura” è stato analizzare il tema sul piano psicosociale e attraverso diversi strumenti comunicativi. L’incontro si inscrive infatti nelle iniziative previste dal progetto “Tortora” incentrato sulla solidarietà, l’inclusione sociale e la legalità, ed è momento culmine di un itinerario che ha visto i giovani volontari dell’associazione chiamati in prima persona a riflettere sull’argomento insieme con i coetanei del terzo e quarto anno del Polo Tecnologico, guidati dai docenti Maurizio Grillo e Giovanna Torcasio. Frutto del percorso una serie di progetti grafici realizzati dagli studenti, esposti nei locali del Chiostro San Domenico insieme agli scatti tematici del fotografo lametino Damiano Cerra.  Ad animare il momento di riflessione conclusivo le relazioni della dottoressa Anna Fazzari, psicologa e presidente dell’associazione “Cles”, e della dottoressa Santita Ieradi, sociologa, commentate nella fase finale dal presidente dell’associazione “Futura” Carmelo Cortellaro. Ad emergere nelle parole della Fazzari l’identikit psicologico del bullo, quello di una persona con una bassa autostima, in questo molto simile alla sua vittima, che però è troppo fragile o insicura per rendersi conto di chi ha di fronte e difendersi, e che a volte va accompagnata nella denuncia. Fondamentale secondo la Ierardi anche “l’effetto branco”, ovvero il ruolo che gioca la compagine sociale che ruota attorno al bullo conferendogli la sicurezza che gli serve per agire con successo.

“Bisogna costruire una società basata sull’ascolto – dice ancora la Fazzari – e chi è egocentrico ascolto e spazio non può darne a nessuno, perché in lui non ce n’è.”  Si parla ovviamente anche del ruolo delle nuove tecnologie, pur senza demonizzarle per non autoescludersi, come raccomanda il presidente Cortellaro.  “Il problema è culturale. Le leggi non bastano. – conlcude – Bisogna accettare la diversità sul piano sociale: ha paura del diverso chi è mediocre. Dobbiamo riappropriarci del nostro patrimonio di valori, riconoscere i nostri limiti e i nostri ruoli. Solo così potremo risolvere il problema.” A concludere l’incontro la proiezione del significativo cortometraggio diretto da Fausto Petronzio “Vorrei essere Belen”, patrocinato dal Ministero dell’Istruzione e scelto come buona pratica dalla Presidenza della Repubblica, dal Miur e dal Fonags.

Giulia De Sensi